Numerosi sono oggi gli interrogativi che ci poniamo e tutte le analisi ed elaborazioni evidenziano una situazione economica e sociale difficile.

Il recente “Rapporto Svimez 2013” ha evidenziato che il Mezzogiorno corre il rischio concreto di “desertificarsi” dal punto di vista economico e industriale in quanto la crisi del mercato del lavoro e la riduzione della domanda interna di consumi rappresentano elementi negativi per l’economia meridionale.

I valori elaborati evidenziano che nel 2012 il PIL (prodotto interno lordo) è calato nel

Mezzogiorno del -3,2%, appesantendo la flessione già registrata l’anno precedente (-0,6%). Il calo

è stato superiore di oltre un punto a quello rilevato nel territorio nazionale (-2,1%). Dettaglio assolutamente non trascurabile, ancora, che dal 2007 il tasso di crescita del PIL meridionale risulta negativo. La crisi quindi colpisce tutta l’Italia ma che grava in maniera assai marcata sul Mezzogiorno, accentuando così il noto divario tra economia del Centro-Nord e del Sud.

Nel 2012 anche i consumi finali interni hanno segnato al Sud un calo del -4,8%, di un punto percentuali maggiore rispetto a quello del Centro-Nord (-3,8%), differenza determinata dalla dinamica dei consumi delle famiglie ed è riconducibile al un calo dell’occupazione di quasi quattro volte maggiore che al Nord (-4,6% contro -1,2%).

Di conseguenza si assiste ad un calo della spesa, al Sud del -11,3% per i consumi alimentari, a fronte del -8,8% del Centro-Nord; e di ben il -19,2% per il vestiario e calzature, quasi doppio che nel resto del Paese (-11,4%); e di un vero e proprio crollo degli investimenti dell’industria in senso stretto, ridottisi tra il 2007 e il 2012 di quasi il 47%.

Il Presidente Regionale di ACLI Terra Sicilia Nicola Perricone: “Bisogna ripartire dalla TERRA: il settore primario può determinare una crescita considerevole del PIL se considerato non soltanto come produttore di prodotti tipici di qualità, ma anche come erogatore di servizi e funzioni in sintonia con il territorio e le sue risorse. Occorre una programmazione di medio periodo, che utilizzando al meglio le risorse della PAC, rendano “Utile & sociale” gli interventi finanziari. Formazione, impresa, innovazione, protezione e sociale sono gli elementi su cui basare le future politiche per il recupero della competitività e il rafforzamento dell’attività economica del Mezzogiorno.

 

Fonte: Acli Terra Sicilia