Aggiornamenti

AL MEETING DI RIMINI: IL NUOVO LIBRO DI PIPPO RUSSO

Il prossimo 25 agosto alle ore 14,30 , durante la tavola rotonda di Acli Terra alla 47°edizione del Meeting per l'amicizia fra i popoli Pippo Russo presenterà per la prima volta al pubblico il suo nuovo libro. Il testo scritto a quattro mani con il ricercatore sociale Marcello Cabria ha un titolo che pone questioni di grande attualità: "Rigenerare la Terra - la sfida del ricambio generazionale in agricoltura". I contenuti del libro saranno oggetto del confronto di quella giornata che vedrà ospiti di caratura internazionale: dell'economista Attilio Celant al dirigente del Crea Paolo Gramiccia o per citarne solo alcuni il docente universitario Ettore Varricchio, l'amministratore del Car Massimo De Simoni e l'urbanista ed ex parlamentare Francesco Prina. Russo, siciliano di nascita, ma fiorentino dai tempi universitari, oggi è giornalista e sociologo , ricercatore presso l'università di Firenze. Ha così motivato la scelta di scrivere tale testo: “Quello del ricambio generazionale è un tema cruciale per la tenuta dei sistemi agrari, con tutto ciò che vi è collegato: sicurezza alimentare, biodiversità, tutela dal dissesto idrogeologico, salvaguardia del paesaggio, contrasto allo spopolamento delle aree interne, mantenimento dei legami di comunità. La grande prevalenza del modello di azienda individuale-familiare, che sopravvive all’industrializzazione dell’agricoltura, è stata per lungo tempo un punto di forza. Ma adesso diventa elemento di fragilità, in un passaggio che segna indici demografici negativi e un’ininterrotta migrazione verso le città. Ciò richiede politiche attive per favorire sia la permanenza dei giovani di famiglie agricole che l’accesso di giovani provenienti dall’esterno dei sistemi agrari”.

IN CAMMINO DA BOLOGNA

Appena rientrato in Italia dall'accordo di Marsiglia sulla logistica integrata e immediatamente l'impegno si espande su come declinare lo stesso a vantaggio delle piccole imprese dell'agroalimentare. La prima cosa è non dimenticare il dossier sulle imprese familiari presentato da Acli Terra a Ginevra lo scorso settembre. Un documento redatto da prestigiosi esperti e che rappresenta un riferimento strategico per l'Associazione, scritto dall'economista Attilio Celant, l'esperto in Politiche agroalimentari Carlo Hausman, lo psicanalista Raffaele Bracalenti, il biologo Claudio Brinati e con la collaborazione del docente di economia agraria Angelo Frascarelli. Lo adottammo in Presidenza e in Comitato. Un testo chiarissimo offerto alla Nunziatura Apostolica presso l'ONU, considerando la Chiesa l'agente internazionale piu attento all'argomento. Non nella dimensione caritatevole, ma proprio in quella della efficacia economica. Su questo aspetto, dopo la stagione estiva, faremo un approfondimento con la dirigenza nazionale accompagnati dalla Docente di Antropologia filosofica della Università Lateranense Flavia Silli, oggi anche nel nostro Comitato Scientifico, prendendo a riferimento l'Enciclica del Santo Padre. Oggi rappresentiamo ciò per riassumere e rilanciare, in poche righe, la strategia politica di Acli Terra elaborata nel Congresso di Bologna, così da averla viva nei nostri tanti incontri d'agosto. Primo punto: l'impresa come espressione efficiente delle relazioni personali per un adeguato benessere sociale e un efficace risultato economico nella continuità generazionale. Secondo punto: adeguamento al cambiamento climatico con misure che pongono al centro la dignità della persona, sviluppando innovazione e tecnologia, quindi formazione e pedagogia ambientale. Sviluppare progetti di rigenerazione spaziale e temporale con la realizzazione di nuovi piani regolatori integrati. Terzo punto: Politiche alimentari naturali, contro i prodotti ultra processati Quarto punto: pubblicizzazione della gestione delle risorse naturali indispensabili. Quinto punto: sviluppo di una mobilità culturale e materiale libera, veloce e [...]

Informazioni logistiche e organizzative per i partecipanti al VIII CONGRESSO NAZIONALE DI ACLI TERRA

Gentili Iscritte ed Iscritti partecipanti al Congresso Nazionale, con la presente siamo ad informarvi che lo svolgimento della programmazione congressuale sarà tutta realizzata all’interno del Centro Congressi del Relais Bellaria Hotel & Congressi, sito in Via Altura, 11bis, 40139 Bologna BO . La scelta di lasciare la bellissima e prestigiosa Sala “Anziani” del Comune di Bologna è dovuta all’alto numero di partecipanti prenotati ed autonomamente paganti, oltre ai delegati. Presenze aggiunte di Dirigenti interessati da ogni parte del Territorio, che meritano di poter seguire i lavori in presenza e non da videoconferenza, visto il viaggio affrontato. Vi informiamo, inoltre, che l’incremento di partecipanti si risolverà ospitando tutti i prenotati in due Hotel siti nella stessa zona. Solo coloro che avranno assegnata la camera nella seconda struttura, il Meditur Hotel Bologna-San Lazzaro, sito in Via Emilia, 514, 40068 San Lazzaro di Savena BO, riceveranno un’email entro martedì 20 gennaio. Chi avesse dubbi sulla destinazione potrà scrivere a segreteria@acliterra.it, il giorno 21 gennaio. Il giorno 22 gennaio, per coloro che verranno a Bologna con i mezzi pubblici, saranno messe a disposizione due nostre navette, ognuna da 50 posti, che partiranno dalla Stazione Centrale di Bologna, in Piazza delle Medaglie d'Oro, 40121 Bologna BO, e faranno tappa ad entrambi gli alberghi. La prima corsa partirà alle ore 12,30 e la seconda alle ore 13,30. Trovate il programma del Congresso QUIQUI e sul magazine www.valoriincampo.net , che in caso di variazioni sarà aggiornato. Il Relais Hotel Bellaria era un’azienda agricola per l’ elicicoltura.   Cordiali saluti, buon lavoro. La segreteria organizzativa di Acli Terra

Acli Terra verso il Congresso Nazionale: si completa la mappa delle presidenze regionali

In vista dell’importante appuntamento nazionale di Bologna, previsto per questo mese di gennaio 2026, l’associazione professionale agricola delle ACLI ha vissuto una stagione intensa di rinnovamento e partecipazione attraverso i suoi congressi regionali in tutta Italia. Da Nord a Sud, le assise hanno tracciato le linee guida per il prossimo quadriennio, confermando il radicamento dell'associazione nel settore primario. Le conferme e i nuovi vertici: dal Lazio alla Sicilia Nel Lazio, il congresso si è concluso con un segnale di forte continuità: Massimo De Simoni è stato riconfermato all’unanimità alla guida della presidenza regionale. L’assise laziale ha ribadito l’impegno dell’associazione nel solco della Dottrina Sociale della Chiesa, puntando a un rilancio dell’azione associativa che guardi alle sfide del futuro agricolo. Anche la Sicilia ha definito il suo nuovo assetto con l’elezione di Giuseppe Miracula alla presidenza. Miracula sarà affiancato da una squadra composta da Maurizio Pizzino, Carmelo Balbo, Giuseppe Perlata, Vincenzo Palmieri, Gaspare Carbone, Angelo Carbone e William Cassarà, con l'obiettivo di sostenere il comparto agricolo isolano in una fase di profonda trasformazione. Aggregazione e dialogo istituzionale: Abruzzo, Calabria e Lombardia Il dialogo con le istituzioni locali è stato al centro del congresso in Abruzzo, che ha visto la partecipazione attiva del vicepresidente della Regione e assessore all'agricoltura, Emanuele Imprudente, segno della rilevanza di Acli Terra come interlocutore per le politiche rurali del territorio. In Lombardia, l’evento è stato descritto come un "meraviglioso momento di aggregazione", utile a rinsaldare i valori fondanti dell’associazione tra i soci. Momenti di forte partecipazione sono stati registrati anche in Calabria e in Veneto, regione quest'ultima definita "sempre al passo con i tempi" per la capacità di innovare le proprie strutture associative. Verso Bologna 2026 Tutti gli appuntamenti regionali hanno rappresentato [...]

ACLI Terra e CIESM rafforzano la collaborazione: firmato un protocollo per la formazione reciproca dei dipendenti

Acli Terra, l’Associazione Professionale dell’agroalimentare e per l’ambiente delle Acli, e la CIESM, la Commissione per gli Studi e le Esplorazioni nel Mediterraneo, dopo tre anni di collaborazione intensa, firmeranno venerdì 28 novembre 2025 un protocollo d’intesa finalizzato alla formazione reciproca dei propri dipendenti, collaboratori e dirigenti. La CIESM (Commission Internationale pour l'Exploration Scientifique de la Méditerranée) è un’organizzazione indipendente che riunisce 23 Stati membri, centinaia di istituti marini e migliaia di ricercatori provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo e del Mar Nero. Fondata durante una Conferenza Internazionale a Madrid nel novembre 1919, la Commissione promuove la ricerca scientifica internazionale sulle scienze marine attraverso l’utilizzo condiviso di stazioni di ricerca nazionali e lo scambio scientifico. ACLI Terra, nata nel 1948 come organizzazione rappresentativa del mondo rurale italiano nell’alveo della dottrina cristiana e promossa dalle Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani, conta oggi circa 50.000 iscritti con sedi in tutta Italia. Negli anni ha ampliato la propria missione associativa, occupandosi anche di marinerie e di tematiche ambientali. Con il nuovo protocollo, entrambe le organizzazioni puntano a rafforzare la formazione e lo sviluppo professionale del proprio personale, valorizzando lo scambio di esperienze e competenze. Laura Giuliano, Direttrice della CIESM, dichiara: «Sono lieta di salutare il nuovo accordo di collaborazione, non vincolante ma ricco di prospettive, tra la CIESM e ACLI Terra. In questi due anni di lavoro comune ho potuto constatare l’impegno lungimirante di ACLI Terra nel promuovere cause decisive per la società civile, come la costruzione di sistemi sociali resilienti agli impatti climatici e la capacità di trasformare le crisi in opportunità per le generazioni future. La recente conferenza congiunta resa possibile dall’instancabile Enrico Toja e sostenuta da ACLI Terra, dalla CIESM e dall’Università di Pollenzo [...]

Family Farm, Impresa Familiare Rurale – il documento online

E' finalmente disponibile il testo del documento, elaborato da un team di esperti coordinato dal Professor Attilio Celant, che propone soluzioni concrete sul ruolo dell’azienda familiare come motore dello sviluppo sostenibile. Il documento è stato presentato da Acli Terra e AGCI a Ginevra in un'audizione con l'Osservatore Permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, mons. Ettore Balestrero. Scarica qui il testo sulle FAMILY FARM

Acli Terra e AGCI all’ONU per la promozione dell’impresa familiare nell’agroalimentare

Acli Terra e AGCI (Associazione Generale delle Cooperative Italiane) sono state ricevute oggi a Ginevra per un’audizione con l’Osservatore Permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, mons. Ettore Balestrero. L’incontro, volto a presentare un’analisi e proposte sul ruolo dell’azienda familiare come motore dello sviluppo sostenibile, ha riscosso il pieno appoggio del diplomatico. Durante l’audizione è stato illustrato un documento, elaborato da un team di esperti coordinato dal Professor Attilio Celant, che propone soluzioni concrete per il settore. Tra le proposte chiave del documento figurano: La promozione di percorsi formativi specializzati per i giovani, come gli ITS, per favorire il ricambio generazionale. L’incentivo alla digitalizzazione per colmare il “digital divide” e migliorare la competitività delle imprese. La creazione di “hub sociali” per rompere l’isolamento dei territori rurali e renderli più attrattivi. Nicola Tavoletta, Presidente Nazionale di Acli Terra, ha sottolineato l’importanza della missione: “Questa trasferta a Ginevra è stata fondamentale per tracciare una ‘road map’ che valorizzi la forza economica e sociale del modello dell’impresa familiare nell’agroalimentare. Il nostro obiettivo è rafforzarlo in Italia e in Europa ed esportarlo anche nei Paesi in via di sviluppo. È un modello che ha bisogno di maggiori diritti per i suoi componenti, in particolare sul welfare, ma anche di investimenti in formazione, tecnologia e infrastrutture. Dobbiamo rendere desiderabile l’idea di essere dirigenti in un’impresa familiare, dimostrando che non si tratta di un percorso di serie B rispetto ad altre realtà”. Una impresa epocale come confermato da Antonello Capua, Presidente di AGCI Agroalimentare “Le Family Farm non sono soltanto unità produttive: sono presidi sociali, culturali e ambientali. Hanno garantito per decenni la coesione territoriale, la solidarietà intergenerazionale e la resilienza delle comunità rurali. Ma oggi, la crisi demografica, la [...]

Vendemmia 2025 ottima, ma dazi e sanzioni danneggiano i nostri produttori

Nonostante la vendemmia 2025 si preannunci ottima sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, un’ombra di incertezza incombe sul futuro del settore vitivinicolo italiano a causa delle politiche internazionali su dazi e sanzioni. Lo dichiara Nicola Tavoletta, Presidente nazionale di Acli Terra. “Le notizie che arrivano dai nostri viticoltori offrono un quadro eccellente per la vendemmia 2025, grazie a un ciclo estivo favorevole, con un giugno caldo e abbondanti piogge ad agosto”, ha aggiunto Tavoletta. “In tutte le regioni, da Nord a Sud, la qualità dell’uva è valutata di altissimo livello. In Veneto, ad esempio, ci aspettiamo un aumento dei quantitativi tra il 3 e il 5%, mentre in Franciacorta si è registrato un equilibrio climatico ideale. Anche in Sicilia, seppur sotto media, la produzione è superiore del 10% rispetto al 2024”. Dati positivi disturbati dall’ombra delle politiche internazionali. “È inaccettabile – continua il Presidente di Acli Terra – che i nostri prodotti agroalimentari, simbolo del Made in Italy, vengano mortificati. Ci siamo giocati mercati fondamentali come quello degli Stati Uniti e della Russia. “È inaccettabile che le nostre eccellenze agroalimentari, come il vino e la mozzarella di bufala, siano ostacolate da dazi e sanzioni che minacciano la loro competitività sui mercati esteri”, ha dichiarato Tavoletta. “Il vino, che non avrebbe dovuto subire dazi, oggi è soggetto a tassazione del 15% a vantaggio di altri settori come l’automotive. Pensiamo al Moscato piemontese che realizza all’estero oltre il 90% del proprio fatturato con un’esposizione forte su due mercati: quello russo per l’Asti Spumante e gli Usa per il Moscato d’Asti”. “Non possiamo vendere la mozzarella di bufala in Russia per le sanzioni,” ha aggiunto ancora Tavoletta. “È evidente che né il vino né la mozzarella [...]

L’Italian Sounding: una minaccia da combattere con Blockchain e Innovazione

II Fascino del "Made in Italy" di Enrico Sgariboldi Dal Parmigiano Reggiano ai prosciutti, dalle calzature di lusso al design d'arredamento, il "Made in Italy" è sinonimo di eccellenza e qualità in ogni angolo del globo. Ma dietro questa icona si cela un'ombra sempre più lunga: l'Italian Sounding, un fenomeno che erode miliardi di euro all'economia italiana e inganna milioni di consumatori. A differenza della contraffazione pura, che riproduce marchi e prodotti identici, l'Italian Sounding si insinua nelle maglie dell'ambiguità, utilizzando nomi, colori, simboli o iconografie che richiamano l'Italia senza che il prodotto abbia alcuna origine o legame con il nostro Paese. È un inganno sottile ma potente, che sfrutta la reputazione secolare dei prodotti italiani per trarre profitto illecito. Questo articolo si propone di fare luce sull'entità del problema dell'Italian Sounding, esplorando non solo le sue implicazioni economiche e reputazionali, ma anche le strategie innovative messe in campo per contrastarlo. In particolare, approfondiremo il potenziale rivoluzionario della blockchain e di altre soluzioni tecnologiche e legislative per garantire trasparenza e autenticità lungo tutta la filiera agroalimentare e manifatturiera italiana. L'Entità del Problema - Numeri e conseguenze Le cifre del fenomeno Italian Sounding sono impressionanti quanto allarmanti. Si stima che il valore dell'Italian Sounding superi i 100 miliardi di euro all'anno, più del doppio del valore delle esportazioni agroalimentari autentiche italiane. Il settore del cibo è il più colpito, con prodotti come il "Parmesan" americano o il "Prosciutto di Parma" prodotto in Canada che invadono i mercati mondiali, sfruttando nomi e tradizioni che appartengono esclusivamente al nostro Paese. Oltre al danno economico diretto, l'Italian Sounding erode la fiducia dei consumatori e offusca l'immagine di qualità e autenticità che l'Italia ha costruito nel tempo. Un consumatore deluso da [...]

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