Comunicati Stampa

Magnifica Humanitas. A Latina grande partecipazione per il convegno

Si è svolto il convegno organizzato da Acli Terra, Acli provincia di Latina e Associazione Provincia Democratica sull’enciclica di Papa Leone XIV Magnifica Humanitas, introdotto da Alessandra Bonifazi, Presidente Prov.le ACLI Latina e Matteo Marcaccio dell’Università di Cassino, moderato da Mena Rota. Partecipazione ed attenzione hanno suscitato il tema e gli interventi di grande valore che si sono succeduti sulle domande di fondo poste da questo nuovo capitolo della Dottrina Sociale della Chiesa. L’Enciclica pone al centro il primato della persona nel rapporto con l’Intelligenza Artificiale perché da questo criterio o limite ne dipende l’uso positivo, come strumento al servizio dell’uomo e dei popoli oppure come dominio manipolatorio e sostitutivo della persona. Questa domanda di fondo ha attraversato gli interventi di SE il Vescovo di Latina Mons. Mariano Crociata, del Prof. Massimiliano Padula, sociologo e docente presso l’Università Pontificia Lateranense e del Sen. Graziano Delrio. Questo rapporto investe pienamente la politica sia per gli aspetti concernenti la concentrazione di un potere così dominante nelle mani di poche aziende sia per la necessità di un uso trasparente e regolato: sfide fondamentali per salvaguardare la democrazia. L’Intelligenza Artificiale si nutre dei dati e degli input anche di tipo valoriale che vengono forniti dall’uomo, in questo caso le pochissime aziende che detengono la conoscenza e la tecnologia che ha già prodotto ricchezze enormi, paragonabili alla capacità finanziaria degli stati. I decisori, che sono dei privati, possono intervenire perfino in una guerra come è già accaduto in Ucraina e privare dell’accesso ai dati per la propria difesa uno Stato in guerra. Si confrontano quindi due approcci opposti e divergenti: nessun limite al progresso tecnologico e libertà assoluta di ricerca e di applicazione; al contrario regole e nome per definire [...]

BUON LAVORO A ROBERTO LAI, RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’ANC TUTELA PATRIMONIO CULTURALE

Il presidente nazionale Nicola Tavoletta: «Orgogliosi di collaborare con chi rappresenta un baluardo culturale e sociale per il nostro Paese» Il presidente nazionale di ACLI Terra, Nicola Tavoletta, e la Presidenza nazionale esprimono le più vive congratulazioni al Luogotenente (ris.) Roberto Lai per la riconferma alla guida della Sezione Speciale “Sant’Ignazio di Loyola – Tutela Patrimonio Culturale” dell’Associazione Nazionale Carabinieri, augurandogli buon lavoro per il nuovo mandato quinquennale. La riconferma, deliberata all’unanimità dal nuovo Consiglio Direttivo, rappresenta un importante riconoscimento dell'impegno profuso nella promozione della cultura della legalità, nella tutela del patrimonio storico e artistico nazionale e nella sensibilizzazione delle giovani generazioni. «L’Associazione Nazionale Carabinieri rappresenta un autentico baluardo culturale e sociale, un punto di riferimento per la vivacità civica del nostro Paese – dichiara Nicola Tavoletta –. Siamo orgogliosi di rinnovare la nostra collaborazione con il presidente Roberto Lai e con tutta la nuova dirigenza, riconoscendo in loro dei sinceri servitori dello Stato, con i quali abbiamo l’orgoglio di collaborare». Un legame già consolidato attraverso numerose iniziative condivise, in particolare nell’ambito della campagna nazionale “Colture & Culture”, dedicata alla valorizzazione delle identità territoriali, delle tradizioni e del patrimonio culturale italiano. «La riconferma di Roberto Lai – conclude Tavoletta – assume per noi un significato ancora più importante, essendo egli anche un dirigente nazionale di ACLI Terra. Una collaborazione che intendiamo rafforzare, nella convinzione che la tutela della memoria, della cultura e delle nostre radici rappresenti un investimento fondamentale per il futuro delle comunità».

Cyberattacchi alla filiera agroalimentare: Tavoletta propone un piano nazionale di emergenza

Il Presidente nazionale Nicola Tavoletta propone una collaborazione con l'Ordine dei Biologi per definire protocolli alternativi di conservazione delle merci deperibili Il recente attacco informatico che ha colpito il sistema della distribuzione agroalimentare francese, causando gravi ripercussioni sulla filiera e sui consumatori, rappresenta un campanello d'allarme che non può essere ignorato anche in Italia. L'episodio evidenzia la vulnerabilità di un settore strategico come quello agroalimentare, sempre più dipendente dai sistemi digitali per la gestione della logistica, della distribuzione e della conservazione dei prodotti. Per ACLI Terra è necessario affiancare alle misure di sicurezza informatica un piano di emergenza operativo, capace di garantire la continuità della filiera e salvaguardare le merci deperibili anche in caso di blocco dei sistemi digitali. «Non possiamo limitarci a rafforzare le difese informatiche, ma dobbiamo essere pronti a gestire le conseguenze di eventuali attacchi, evitando che a pagarne il prezzo siano produttori, lavoratori e consumatori», dichiara Nicola Tavoletta, presidente nazionale di ACLI Terra. «Per questo proponiamo di avviare, in collaborazione con l'Ordine Nazionale dei Biologi, un percorso finalizzato alla definizione di protocolli di emergenza per la conservazione delle merci deperibili, prevedendo procedure alternative e una formazione specifica del personale coinvolto nella filiera». ACLI Terra rivolge quindi un appello al Ministero della Salute e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy affinché venga convocato con urgenza un tavolo di confronto con le associazioni di categoria e i rappresentanti dell'Ordine dei Biologi, per elaborare un piano nazionale di intervento. «La sicurezza alimentare passa anche dalla capacità di affrontare situazioni impreviste. Prevenire significa non soltanto proteggere i sistemi informatici, ma anche predisporre soluzioni concrete per garantire la tutela dei prodotti, delle imprese e dei cittadini», conclude Tavoletta.

«Il vino non è un prodotto per pochi: torniamo ad apprezzarlo»: l’appello del presidente provinciale di ACLI Terra Chieti, Nicola D’Auria

Il direttivo dell’associazione agricola lancia un appello per il rilancio del prodotto enologico, da conoscere e consumare consapevolmente, senza demonizzarlo  La vendemmia è ormai arrivata al termine e, come accade ogni anno, questa è l’occasione per le ACLI Terra di Chieti, di elaborare qualche riflessione, al di là delle tante previsioni e dei tanti allarmi che hanno accompagnato il lavoro agricolo nei mesi precedenti: il direttivo provinciale dell’associazione professionale agricola delle ACLI, guidato dal presidente Nicola D’Auria, si è riunito per fare un bilancio della situazione nel territorio. «Quest’anno - spiega D’Auria - abbiamo parlato molto di vendemmia anticipata, delle temperature torride, degli effetti del cambiamento climatico e della necessità, per il futuro, di spostare i vigneti verso quote più alte: temi certamente importanti, sui quali il mondo agricolo e vitivinicolo dovrà confrontarsi seriamente. Ma oggi, a vendemmia conclusa, possiamo dire una cosa: ancora una volta la nostra terra ci ha sorpreso. Le uve raccolte hanno dato origine a vini dalle caratteristiche eccellenti, capaci di confermare, ancora una volta, la qualità della nostra viticoltura. La quantità, invece, è diminuita. E forse, se vogliamo essere sinceri, non è necessariamente un male. Per anni abbiamo parlato di produzioni eccessive, di eccedenze, di cantine con importanti quantità di vino invenduto. E allora viene quasi da pensare che, dall'alto, qualcuno abbia fatto ciò che noi uomini spesso facciamo fatica a fare: trovare un equilibrio. E noi, come sempre, non possiamo che ringraziare il buon Dio. Ma se la vendemmia si è conclusa, il problema vero del vino rimane ancora tutto davanti a noi: il vino non può diventare un prodotto elitario, riservato a pochi. Il nostro vino deve tornare a essere un prodotto della quotidianità, della famiglia, della nostra [...]

TAVOLETTA: «SULL’ACQUA CONDIVIDIAMO L’APPELLO DI GESMUNDO (COLDIRETTI). IL GOVERNO LA METTA TRA LE PRIORITÀ»

ACLI Terra condivide e rilancia la riflessione del Segretario Generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, sulla necessità di riportare la questione idrica al centro dell’agenda politica nazionale, superando una logica emergenziale che rischia di riaccendere l’attenzione soltanto nei momenti di maggiore criticità. «Plaudo alla riflessione intelligente e pragmatica di Gesmundo – dichiara il presidente nazionale di ACLI Terra, Nicola Tavoletta – perché l’acqua rappresenta una delle grandi questioni strategiche del nostro Paese. Non possiamo continuare ad affrontarla come un’emergenza stagionale: deve diventare una priorità stabile nei programmi della politica e nelle scelte di investimento». Il tema riguarda direttamente l’agricoltura, la sicurezza alimentare, la tutela dei territori, le famiglie e la capacità dell'Italia di affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici. «La politica e il Governo – prosegue Tavoletta – dovrebbero dedicare maggiore attenzione anche a questioni forse meno “televisive”, ma molto più vicine alle esigenze reali dei cittadini e delle imprese. L’acqua è certamente una di queste. Non può diventare, a seconda delle stagioni, una sirena d’allarme utile ad alimentare per qualche giorno il dibattito dei telegiornali, per poi scomparire dall’agenda pubblica». ACLI Terra richiama, inoltre, la necessità di valorizzare le risorse disponibili e programmare nuove infrastrutture. La recente individuazione di importanti risorse idriche sotterranee nel territorio veneziano, così come il tema degli invasi potenzialmente cantierabili sul territorio nazionale, dimostrano quanto sia necessario passare dalla gestione dell’emergenza a una vera politica dell’acqua. «Occorre studiare, progettare e investire – conclude Tavoletta –. Gli invasi, il recupero delle acque, la manutenzione delle reti e la conoscenza delle risorse idriche disponibili devono entrare in un unico disegno nazionale. L’Italia ha bisogno di una strategia che guardi ai prossimi venti o trent’anni, non alla prossima estate. L’acqua non è un tema [...]

ACLI TERRA: «LA VISITA DI MATTARELLA A MONACO RAFFORZA UN PONTE NEL MEDITERRANEO CHE ABBIAMO CONTRIBUITO A COSTRUIRE»

La storica visita di Stato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel Principato di Monaco rappresenta un momento di particolare rilievo nelle relazioni tra Italia e Monaco e conferma il Mediterraneo quale spazio privilegiato di cooperazione, tutela ambientale e sviluppo sostenibile. Un appuntamento che giunge a pochi mesi da un altro evento storico per il Principato: la visita di Papa Leone XIV, alla quale ACLI Terra e le ACLI del Principato di Monaco hanno preso parte, testimoniando anche in quella occasione la presenza e l'impegno del movimento aclista nella comunità monegasca. Sergio Mattarella è il primo Presidente della Repubblica Italiana a compiere una visita di Stato nel Principato. Ad accoglierlo a Palazzo dei Principi il Principe Alberto II, che alla vigilia dell'incontro ha sottolineato la forza dei legami storici tra i due Paesi e la volontà di rafforzarne ulteriormente le relazioni culturali, economiche e sui temi della sostenibilità. Un legame ribadito dallo stesso Presidente Mattarella che, nel colloquio con il Principe Alberto II, ha richiamato i «legami storici» tra Italia e Principato di Monaco, sottolineando come oggi esista «una collaborazione di una intensità molto alta» e come il suo ulteriore rafforzamento rappresenti «davvero un motivo di grande soddisfazione». Particolarmente significativa, per ACLI Terra, l'attenzione posta dal Sovrano monegasco sulla necessità di lavorare insieme per la protezione dell'ambiente comune, tema che negli ultimi anni ha rappresentato uno degli assi principali dell'attività internazionale dell'Associazione nel Principato di Monaco. «In questi anni con ACLI Terra abbiamo lavorato con una collaborazione internazionale con la CIESM, con sede nel Principato di Monaco, per la tutela del Mediterraneo e la salvaguardia delle professioni delle marinerie. Un grande lavoro di ACLI Terra, con l'incoraggiamento delle ACLI, che oggi viene sottolineato nello storico [...]

Mattarella nel Principato di Monaco, prima visita di un Presidente italiano

Una pagina storica nei rapporti tra Italia e Principato di Monaco. Per la prima volta un Presidente della Repubblica Italiana è in visita di Stato nel Principato. Sergio Mattarella sarà accolto dal Principe Alberto II e dalla Principessa Charlène per due giornate che intrecciano istituzioni, cultura, ambiente e relazioni tra i due Paesi. Italia e Monaco condividono molto più di un confine vicino: storia, cultura, rapporti economici e soprattutto una comunità italiana numerosa e profondamente radicata nel Principato. Dal Palais Princier all’Opéra di Monte-Carlo, fino al Musée océanographique, la visita attraverserà alcuni dei luoghi simbolo di Monaco. In serata, Mattarella assisterà inoltre allo spettacolo lirico della mezzosoprano Cecilia Bartoli. ACLI Terra saluta con grande attenzione questo momento storico, che rinnova un legame antico e guarda alle nuove opportunità di dialogo e collaborazione tra Italia e Principato di Monaco.

Monselice, il 10 e 11 ottobre “Coltivare Comunità”: due giornate dedicate ad agricoltura e mercati contadini

Due giornate il 10 e 11 ottobre dedicate al valore dell’agricoltura, dei mercati contadini e delle comunità locali Coltivare la terra significa anche coltivare relazioni, comunità e territori. È questo il filo conduttore di “Coltivare Comunità – Terra, mercati e territori tra gratitudine e freschezza”, l’iniziativa in programma a Monselice sabato 10 e domenica 11 ottobre, nell’ambito del percorso verso la 76ª Giornata Nazionale del Ringraziamento indetta dalla CEI. Due giornate che vedranno la partecipazione di ACLI Terra, insieme alle realtà del territorio, per riflettere sul ruolo dell’agricoltura e, in particolare, sulla funzione economica e sociale dei mercati contadini: luoghi nei quali la vendita diretta incontra la tutela delle produzioni locali, il rapporto tra produttore e consumatore e la valorizzazione delle comunità. La giornata di sabato 10 ottobre si svolgerà presso il Mercato contadino AGRIMONS di via Piave 7 a Monselice, con l’apertura del mercato dalle 8.30 alle 13.00, animazione, musica, interviste a operatori e clienti in diretta radiofonica e la partecipazione dello storico e divulgatore Roberto Valandro. Nel pomeriggio, dalle 15.30, spazio al confronto istituzionale e alla tavola rotonda “Risorse, opportunità e funzione sociale dei mercati contadini”, moderata dalla giornalista Giulia Frigo. Dopo i saluti delle autorità e dei rappresentanti delle ACLI e di ACLI Terra del territorio, interverranno Pippo Russo, sociologo e ricercatore dell’Università di Firenze; Ettore Varricchio, docente universitario di Scienze dell’Alimentazione; Sandro Zancanella, presidente Agrimons; Antonio Mazzetti, naturalista ed esperto dei Colli Euganei; Franco Contarin, direttore della Direzione Sviluppo rurale e agroalimentare della Regione Veneto, e Nicola Tavoletta, presidente nazionale di ACLI Terra. «I mercati contadini non sono soltanto luoghi di scambio commerciale, ma possono rappresentare un presidio di comunità, capace di avvicinare produttori e cittadini e di restituire centralità ai [...]

ACLI TERRA: «ETNA, DISAGI E PREZZI DEI VOLI ALLE STELLE. NON SIANO LAVORATORI E FAMIGLIE A PAGARE L’EMERGENZA»

L’emergenza legata all’attività dell’Etna e alla presenza di cenere lavica ha determinato oggi, 26 settembre 2026, pesanti ripercussioni sull’operatività dell’aeroporto di Catania-Fontanarossa, con sospensioni e limitazioni dei voli e numerosi collegamenti dirottati verso altri scali siciliani. Acli Terra richiama l’attenzione anche sulle forti oscillazioni dei prezzi che, nelle stesse ore, si stanno registrando su alcune tratte da e per la Sicilia, con costi che rischiano di diventare proibitivi proprio nel momento in cui migliaia di passeggeri sono costretti a cercare soluzioni alternative. Tra i casi segnalati, un collegamento Verona-Palermo avrebbe raggiunto un costo di circa 1.180 euro. «Un’emergenza naturale non può trasformarsi in un ulteriore danno economico per lavoratori e famiglie – sottolinea Acli Terra –. Alle difficoltà negli spostamenti non può aggiungersi il peso di tariffe fuori dalla portata dei cittadini». Per Acli Terra quanto sta accadendo ripropone inoltre la necessità di rafforzare un sistema aeroportuale siciliano capace di rispondere in maniera più efficace alle criticità che periodicamente interessano lo scalo etneo, garantendo collegamenti alternativi e una maggiore capacità di gestione delle emergenze. L’Associazione chiede pertanto alle autorità competenti di vigilare sull’andamento delle tariffe aeree nelle ore dell’emergenza e di verificare eventuali aumenti anomali, tutelando i passeggeri da possibili fenomeni speculativi. «È anche una questione di credibilità e di reputazione del sistema Sicilia: di fronte a eventi prevedibili nella loro possibile ricorrenza, occorre dimostrare capacità di coordinamento, controllo e tutela dei cittadini».

COLTURE & CULTURE. In Sardegna, dove la memoria diventa trama

Ci sono saperi che non si imparano sui libri. Passano di mano in mano, attraversano le generazioni e sopravvivono nel gesto paziente di chi sceglie di custodirli. In Sardegna, terra in cui mare, vento e pietra raccontano una storia millenaria, il presidente nazionale di Acli Terra, Nicola Tavoletta, ha incontrato Assuntina e Giuseppina Pes, maestre di tessitura e custodi di una tradizione tanto affascinante quanto fragile: l’antica lavorazione del bisso marino. Un incontro che diventa racconto di identità, memoria e trasmissione del sapere. Le sorelle Pes hanno appreso quest’arte dalla maestra Efisia Murroni, a sua volta allieva di Italo Diana, figura fondamentale nella riscoperta e nella trasmissione in Sardegna della lavorazione del bisso. Una catena di conoscenze affidata non alle pagine, ma alle mani: maestro dopo maestro, generazione dopo generazione. Sul telaio, la precisione del gesto incontra la delicatezza della fibra marina. Il filo diventa trama e la trama diventa racconto di un’isola e del suo rapporto indissolubile con il Mediterraneo. Il bisso marino è legato alla Pinna nobilis, il grande mollusco bivalve simbolo dei fondali mediterranei. Una specie oggi particolarmente fragile e protetta, la cui storia richiama inevitabilmente anche la necessità di tutelare il mare e la sua biodiversità. È proprio qui che un sapere antico assume un significato profondamente contemporaneo. Custodire una tradizione non significa soltanto preservare una tecnica: significa comprendere l'ambiente dal quale quella tradizione è nata, rispettarne gli equilibri e riconoscere che cultura e natura appartengono alla stessa storia. Nelle mani di Assuntina e Giuseppina Pes ogni filo diventa così una traccia di memoria e ogni intreccio un ponte tra ciò che siamo stati e ciò che vogliamo consegnare alle generazioni future. «Le antiche arti e i mestieri rappresentano un patrimonio [...]

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