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Campagna fragolicola 2026: crescita produttiva, sfide climatiche e appello al consumo di prodotto italiano

La campagna fragolicola 2026 si preannuncia complessivamente positiva, caratterizzata da un aumento delle superfici coltivate, in particolare in Italia e Spagna, e da un forte dinamismo del settore. La produttività si presenta variabile: si va dai circa 27.000 kg per ettaro nelle coltivazioni in suolo fino a oltre 50.000–68.000 kg per ettaro nei sistemi fuori suolo, a seconda delle varietà e delle tecniche adottate. In Italia si registra una crescita delle superfici dedicate, con un incremento di circa 250 ettari, a conferma della vitalità del comparto. Parallelamente, si osserva uno spostamento delle aree produttive verso le regioni meridionali, con Basilicata e Campania che si confermano i principali bacini di produzione. Sul fronte commerciale, le esportazioni italiane di fragole hanno segnato un aumento del 31% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, a inizio marzo 2026, il prezzo all’ingrosso ha registrato un calo del 17%, evidenziando un’elevata disponibilità di prodotto sul mercato. Alla luce di questi dati, Acli Terra avvia una riflessione strategica per tutelare e rafforzare il settore, che resta esposto a criticità rilevanti, in particolare le variazioni climatiche e le fitopatie. Le condizioni climatiche, infatti, pur in presenza di dati produttivi positivi, hanno rallentato la maturazione dei prodotti. Acli Terra sottolinea l’importanza di promuovere la consapevolezza dei consumatori, invitandoli a scegliere fragole italiane di alta qualità. Attualmente, la grande distribuzione propone prodotti esteri, in particolare fragole egiziane, spesso valorizzate per il prezzo, e fragole spagnole, apprezzate per la precocità di maturazione. Il Presidente Nazionale di Acli Terra richiama l’attenzione su un impegno condiviso: sostenere la produzione nazionale attraverso scelte di acquisto consapevoli. Le fragole italiane provengono prevalentemente dalla Basilicata, con importanti produzioni anche in Campania, Lazio, Abruzzo, Veneto e Trentino. Il messaggio è chiaro: preferire il prodotto [...]

Il Futuro del Mediterraneo tra Squali e Specie Aliene: Acli Terra protagonista al Talk Show Internazionale di Monaco

Oggi, 30 marzo 2026, alle ore 17:30, i prestigiosi Saloni CIESM di Monaco ospiteranno un evento di rilievo internazionale: il talk show "Il futuro del Mediterraneo". Al centro del dibattito, i rapidi mutamenti degli ecosistemi marini, la crescente attenzione verso gli squali e la diffusione delle specie aliene: fenomeni legati a una combinazione di pressioni, tra cui cambiamenti climatici, sfruttamento delle risorse e perdita di biodiversità, che stanno ridefinendo gli equilibri del Mare Nostrum. In questo scenario di mutamento ambientale ed economico, Acli Terra riafferma il proprio ruolo di osservatore attento e custode della biodiversità, partecipando attivamente al confronto per analizzare l'impatto di queste trasformazioni sulla filiera ittica e sulle comunità costiere. "Il Mediterraneo non è solo un ecosistema da proteggere, ma il cuore pulsante dell'economia di migliaia di imprese della pesca e dell'acquacoltura che noi rappresentiamo" – sottolinea Nicola Tavoletta, Presidente nazionale di Acli Terra – "Comprendere il ruolo dei grandi predatori negli ecosistemi e la diffusione delle specie aliene è fondamentale per garantire un futuro sostenibile ai nostri operatori e alla sicurezza alimentare del Paese". L'evento, moderato dalla giornalista Giulia Frigo, si aprirà con parole di benvenuto di Paula Moschella, Direttrice associata della CIESM, e prevede i saluti iniziali di: Davide Gamba, Presidente della Federazione Monegasca di Pesca Sportiva; Niccolò Caisotti di Chiusano, Presidente Onorario Acli Principato di Monaco; Enrico Toja, Presidente  Elafonisos Eco Seguirà poi l'introduzione di Ginevra De Masi, Presidente Acli Principato di Monaco con gli interventi di Chiara Gambardella, Biologa marina; Malo Rio, Biologo marino; Carlotta Santolini, Biologa marina. Stéphanie Orengo, Biologa, Responsabile laboratorio e cure veterinarie presso il Museo Oceanografico di Monaco. Le conclusioni sono affidate a Nicola Tavoletta, Presidente nazionale Acli Terra. I temi del Talk Show: Gli [...]

Florovivaismo, Acli Terra: “Settore strategico, servono risorse certe e scelte politiche chiare”

Il florovivaismo è uno dei comparti più dinamici e strategici dell’agricoltura italiana e rappresenta una realtà produttiva di grande rilievo per l’economia del Paese. Secondo i dati del CREA – Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria – il settore conta quasi 18.000 imprese e oltre 45.000 ettari coltivati. Nel 2024 il fatturato complessivo ha raggiunto i 3,25 miliardi di euro, con una crescita del 23% negli ultimi cinque anni. Un comparto fortemente proiettato sui mercati internazionali: il 70% della produzione è destinato all’export e, di questa quota, il 22% raggiunge mercati al di fuori del continente europeo. Numeri che confermano la vitalità e la competitività del florovivaismo italiano, ma che non devono far dimenticare le criticità con cui le imprese sono chiamate a confrontarsi: cambiamenti climatici, gestione delle risorse, sostenibilità delle produzioni, aumento dei costi energetici e del gasolio, diffusione di nuove fitopatie e insetti nocivi, oltre alle tensioni commerciali legate ai dazi. In questo quadro Acli Terra accoglie con favore l’impegno del Governo e l’annuncio del Sottosegretario La Pietra sull’elaborazione del decreto attuativo della nuova legge sul comparto. «È un segnale importante – sottolinea Nicola Tavoletta, presidente nazionale di Acli Terra – ma resta forte la preoccupazione per l’assenza, ad oggi, di indicazioni chiare sull’entità delle risorse che verranno effettivamente destinate al settore. Senza fondi adeguati e strumenti concreti, il rischio è che un comparto strategico per l’agricoltura italiana venga lasciato ad affrontare da solo sfide sempre più complesse». Il florovivaismo, infatti, non rappresenta soltanto una filiera economica di valore, ma svolge anche una funzione culturale e sociale profondamente radicata nelle tradizioni del Paese, nelle comunità e nelle ricorrenze civili e religiose. «Con il florovivaismo – prosegue Tavoletta – si va oltre la dimensione [...]

ACLI TERRA: NICOLA TAVOLETTA RICONFERMATO ALLA PRESIDENZA NAZIONALE

Eletta la nuova governance presso la sede del CREA a Roma. Tavoletta: «Un onore guidare l’associazione per altri quattro anni coniugando fede e scienza nell'agroalimentare» Al termine dei lavori del Comitato Nazionale, Nicola Tavoletta è stato rieletto all'unanimità alla guida di Acli Terra, l’associazione professionale agricola delle ACLI. La conferma è avvenuta in una cornice di alto valore simbolico e scientifico: la sede della Direzione Generale del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), in via della Navicella a Roma. Insieme alla riconferma del Presidente Nazionale, è stata eletta la nuova squadra che comporrà il Comitato di Presidenza per il prossimo quadriennio: Arianna Zizzo: Vice Presidente Vicario; Nico Ruiu e Ignazio Maugeri: Vice Presidenti; Michele Zannini, Giuseppe Cecere e Matteo Trentinaglia: Componenti; Venanzio Pennesi e Tommaso Pupa: Invitati permanenti. Nel ringraziare il Comitato per la fiducia accordata, il riconfermato Presidente Nicola Tavoletta ha sottolineato l'importanza storica del luogo scelto per l'elezione: "Siamo nella sede della Direzione Generale del Crea, un luogo straordinario che racchiude in sé l'essenza stessa della nostra missione. In questo spazio sorgeva la prima chiesa edificata a Roma e qui ha vissuto San Francesco. Al contempo, da circa un secolo, questo è un incubatore di scienziati che hanno dato lustro all'agroalimentare italiano, basti pensare al lavoro di Nazareno Strampelli." Proiettandosi verso le sfide future, Tavoletta ha aggiunto: "Qui abbiamo riunito il primo comitato AcliTerra per eleggere la nuova governance e disegnare l'organico per il prossimo quadriennio. Siamo orgogliosi di poter coniugare fede e scienza proprio in questo luogo simbolico, ripartendo con slancio per sostenere il settore agricolo e le comunità rurali nei prossimi quattro anni." Il nuovo assetto di Acli Terra si prepara dunque a lavorare su un programma che metterà al centro la sostenibilità, l’innovazione scientifica [...]

Informazioni logistiche e organizzative per i partecipanti al VIII CONGRESSO NAZIONALE DI ACLI TERRA

Gentili Iscritte ed Iscritti partecipanti al Congresso Nazionale, con la presente siamo ad informarvi che lo svolgimento della programmazione congressuale sarà tutta realizzata all’interno del Centro Congressi del Relais Bellaria Hotel & Congressi, sito in Via Altura, 11bis, 40139 Bologna BO . La scelta di lasciare la bellissima e prestigiosa Sala “Anziani” del Comune di Bologna è dovuta all’alto numero di partecipanti prenotati ed autonomamente paganti, oltre ai delegati. Presenze aggiunte di Dirigenti interessati da ogni parte del Territorio, che meritano di poter seguire i lavori in presenza e non da videoconferenza, visto il viaggio affrontato. Vi informiamo, inoltre, che l’incremento di partecipanti si risolverà ospitando tutti i prenotati in due Hotel siti nella stessa zona. Solo coloro che avranno assegnata la camera nella seconda struttura, il Meditur Hotel Bologna-San Lazzaro, sito in Via Emilia, 514, 40068 San Lazzaro di Savena BO, riceveranno un’email entro martedì 20 gennaio. Chi avesse dubbi sulla destinazione potrà scrivere a segreteria@acliterra.it, il giorno 21 gennaio. Il giorno 22 gennaio, per coloro che verranno a Bologna con i mezzi pubblici, saranno messe a disposizione due nostre navette, ognuna da 50 posti, che partiranno dalla Stazione Centrale di Bologna, in Piazza delle Medaglie d'Oro, 40121 Bologna BO, e faranno tappa ad entrambi gli alberghi. La prima corsa partirà alle ore 12,30 e la seconda alle ore 13,30. Trovate il programma del Congresso QUIQUI e sul magazine www.valoriincampo.net , che in caso di variazioni sarà aggiornato. Il Relais Hotel Bellaria era un’azienda agricola per l’ elicicoltura.   Cordiali saluti, buon lavoro. La segreteria organizzativa di Acli Terra

ACLI Terra e CIESM rafforzano la collaborazione: firmato un protocollo per la formazione reciproca dei dipendenti

Acli Terra, l’Associazione Professionale dell’agroalimentare e per l’ambiente delle Acli, e la CIESM, la Commissione per gli Studi e le Esplorazioni nel Mediterraneo, dopo tre anni di collaborazione intensa, firmeranno venerdì 28 novembre 2025 un protocollo d’intesa finalizzato alla formazione reciproca dei propri dipendenti, collaboratori e dirigenti. La CIESM (Commission Internationale pour l'Exploration Scientifique de la Méditerranée) è un’organizzazione indipendente che riunisce 23 Stati membri, centinaia di istituti marini e migliaia di ricercatori provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo e del Mar Nero. Fondata durante una Conferenza Internazionale a Madrid nel novembre 1919, la Commissione promuove la ricerca scientifica internazionale sulle scienze marine attraverso l’utilizzo condiviso di stazioni di ricerca nazionali e lo scambio scientifico. ACLI Terra, nata nel 1948 come organizzazione rappresentativa del mondo rurale italiano nell’alveo della dottrina cristiana e promossa dalle Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani, conta oggi circa 50.000 iscritti con sedi in tutta Italia. Negli anni ha ampliato la propria missione associativa, occupandosi anche di marinerie e di tematiche ambientali. Con il nuovo protocollo, entrambe le organizzazioni puntano a rafforzare la formazione e lo sviluppo professionale del proprio personale, valorizzando lo scambio di esperienze e competenze. Laura Giuliano, Direttrice della CIESM, dichiara: «Sono lieta di salutare il nuovo accordo di collaborazione, non vincolante ma ricco di prospettive, tra la CIESM e ACLI Terra. In questi due anni di lavoro comune ho potuto constatare l’impegno lungimirante di ACLI Terra nel promuovere cause decisive per la società civile, come la costruzione di sistemi sociali resilienti agli impatti climatici e la capacità di trasformare le crisi in opportunità per le generazioni future. La recente conferenza congiunta resa possibile dall’instancabile Enrico Toja e sostenuta da ACLI Terra, dalla CIESM e dall’Università di Pollenzo [...]

Agricoltura sociale: un bilancio a dieci anni dalla Legge 141/2015

A dieci anni dall’approvazione della Legge 141/2015, che ha dato pieno riconoscimento normativo all’agricoltura sociale in Italia, Acli Terra promuove un momento di confronto e approfondimento per fare il punto sui risultati raggiunti, sulle buone pratiche sviluppate e sulle prospettive future del settore. L’iniziativa si terrà giovedì 6 novembre 2025 presso Acli Lombardia (Via Luini 5, Milano). L’evento è organizzato da Acli Terra in collaborazione con l’Associazione Nazionale BioAgricoltura Sociale (BioAS) e con il sostegno di Acli Lombardia e AcliTerra Lombardia. "La nostra Associazione ha sempre sottolineato l'importanza dell'agricoltura sociale per il nostro Paese - ha dichiarato il presidente nazionale di Acli Terra, Nicola Tavoletta - ed è altrettanto rilevante affermare che essa non deve competere con un'agricoltura a scopo economico. È infatti necessario che nelle Regioni l' A.S. venga preservata dalla convenzione sulla produttività." I lavori si apriranno alle ore 10.30 con i saluti istituzionali di Martino Troncatti, Presidente Acli Lombardia, Gianluca Comazzi, Assessore regionale al Territorio e sistema verde, e dell’On. Maria Chiara Gadda, Vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati. Seguirà, alle ore 11.00, la tavola rotonda “Un bilancio a dieci anni dall’approvazione della Legge 141/2015”, coordinata da Nicola Tavoletta, Presidente nazionale Acli Terra, e Salvatore Cacciola, Presidente nazionale BioAS. Interverranno Alessandra Pesce (CREA), Giulia Granai (Università di Pisa), Michele Zannini (Acli Terra Nazionale) e Stefano Frisoli (BioAS e Caritas Ticino). La seconda sessione, alle ore 12.30, sarà dedicata alle “Esperienze di agricoltura sociale in Lombardia”, coordinata da Filippo Pinzone (AcliTerra Lombardia) e Marco Zanchi (Biodistretto Agricoltura Sociale di Bergamo). Porteranno la loro testimonianza Licia De Angelis (BioAS Lombardia e Cooperativa Biplano Bergamo), Cristina Micheloni (AIAB nazionale), Davide Cassina e Giannandrea Nicolai (Coop. Famiglia Ottolini di Suardi, Pavia), Edoardo Curioni e [...]

Radici antiche, futuro sostenibile: l’olivicoltura italiana verso una nuova stagione

L’olivicoltura italiana sta attraversando una fase di profonda evoluzione, spinta da un lato dalla ripresa produttiva e dall’altro dalla consapevolezza che il futuro del settore passa dalla valorizzazione della biodiversità. Le stime per la campagna 2025-2026 indicano un aumento di circa il 30% nella produzione nazionale di olio extravergine, trainato dal Mezzogiorno e in particolare da Puglia e Calabria, regioni che hanno beneficiato di un andamento climatico più equilibrato e di una crescente attenzione alla gestione degli oliveti. In parallelo, l’introduzione dell’obbligo di registrare i movimenti delle olive entro sei ore rappresenta una misura importante per rafforzare la tracciabilità e la tutela del vero olio italiano, garantendo maggiore trasparenza lungo l’intera filiera. Ma se la quantità cresce, il vero valore aggiunto del futuro olivicolo italiano risiede nella qualità e nella diversità genetica. Con oltre 700 cultivar riconosciute, l’Italia detiene il più ampio patrimonio olivicolo del mondo, una ricchezza che però resta in gran parte sottoutilizzata. Le varietà cosiddette “minori”, spesso legate a specifici areali, custodiscono un potenziale enorme in termini di identità territoriale, resistenza ai cambiamenti climatici e unicità sensoriale. Riscoprirle e valorizzarle significa non solo preservare la memoria agronomica del Paese, ma anche costruire un vantaggio competitivo nel mercato globale, dove il concetto di origine e autenticità è sempre più determinante. In questo quadro, la Calabria si conferma una delle regioni simbolo della biodiversità olivicola italiana. Accanto a cultivar note come Carolea e Ottobratica, resistono e si stanno riscoprendo varietà straordinarie come Pennulara, Grossa di Gerace, Sinopolese o Tonda di Filogaso e altre capaci di generare oli di altissimo pregio. Tuttavia, la Calabria rappresenta anche un paradigma più ampio: un territorio con un potenziale genetico e culturale ancora in gran parte inesplorato, come accade [...]

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