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Acli Terra aderisce al Manifesto d’Assisi

Acli Terra sottoscrive ed aderisce al Manifesto di Assisi, il patto fra grandi imprese, associazioni, economisti e Istituzioni, che ha l’obiettivo di abbinare sostenibilità e crescita inclusiva nei territori per contrastare il cambiamento climatico L’Associazione professionale agricola delle Acli ha espresso la sua adesione consapevole di accogliere una sfida che rappresenta una necessità ma anche una opportunità, per costruire un’economia più forte proprio perché a misura d’uomo e che scommette su ciò che ci rende unici. "Da sempre – ha dichiarato il Presidente nazionale, Antonino Ziglio - siamo impegnati in attività di formazione, informazione e tutela dei lavoratori dell’agricoltura, dell’industria agroalimentare e dell’ambiente ponendo attenzione a modelli di sviluppo sostenibili. Acli Terra, infatti, opera in un comparto che, a partire dal lavoro buono dell'uomo, può costituire un presidio fondamentale contro la crisi climatica e per un uso sostenibile delle risorse naturali del pianeta”. Secondo Ziglio, inoltre, affrontare con coraggio la crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più capaci di proiettarsi nel futuro. Una sfida di enorme portata che richiede il contributo delle migliori energie tecnologiche, istituzionali, politiche, sociali, culturali. Questa sfida, inoltre, può rinnovare la missione dell’Europa, dandole forza e centralità, e del nostro Paese che nel campo dell’economia circolare e sostenibile e in molti settori, quali l’industria, l’agricoltura, l’artigianato, i servizi, il design e la ricerca è, senza alcun dubbio, protagonista.

Il futuro dell’Africa? Formazione professionale!

Il 10 dicembre è stato firmato ad Addis Abeba (Etiopia), presso la sede dell’Unione Africana, un memorandum per la diffusione della formazione professionale nei diversi Paesi del continente africano con l’obiettivo di colmare il gap di assenza di formazione professionalizzante e per diffondere la formazione professionalizzante in diverse aree dell’Africa. Il percorso che ha dato vita a questo parternariato ebbe inizio presso la residenza privata della rappresentanza diplomatica dell’Unione Europea, guidata dall’Ambasciatore Ranieri Sabatucci. Le firme sono due: da un lato Sua Eccellenza la prof.ssa Sarah Mbi Enow Anyang Agbor, Commissaria alle Risorse umane, alla scienza e alla tecnologia dell’Unione Africana che ha oltre quindici anni di esperienza nel mondo accademico. È professoressa di letteratura africana e del Commonwealth ed è stata Vice Cancelliere responsabile della ricerca, della cooperazione e delle relazioni con il mondo degli affari (DVC-RCB) presso l’Università di Bamenda, nella regione nord-occidentale del Camerun. La seconda firma è posta dal Presidente Nazionale delle Acli e dell’Enaip (Ente Nazionale ACLI Istruzione Professionale), Roberto Rossini il quale rappresenta il più diffuso sistema di formazione professionale presente in Italia, con 120 centri di formazione professionale. Ha presenziato all’accordo l’Ambasciatore dell’Italia presso l’Unione Africana, Giuseppe Berlendi, che aveva accolto presso i suoi uffici la delegazione ACLI già nell’ottobre 2018. L’Africa ha un sistema educativo in costante crescita. Grazie a molti fattori che hanno contribuito a raggiungere, seppur parzialmente, gli “obiettivi del millennio 2000 – 2015” il tasso di alfabetizzazione da 2 giovani alfabetizzati su 3 a un rapporto di 3 su 4 estendendo ai più la capacità di “leggere, scrivere e far di conto”. L’educazione di base, secondo la Commissaria Sarah Mbi Enow Anyang, “è condizione fondamentale ma non sufficiente per lo sviluppo perché deve seguire l’educazione professionalizzante: la VET (Vocational education and training). [...]

Giornata contro lo spreco alimentare. Ziglio: “Investire nel comparto agricolo e nelle buone pratiche alimentari”

Secondo quanto sancito dalla Carta di Milano, una delle violazioni della dignità umana è, senza alcun dubbio, il mancato accesso a cibo sano, sufficiente e nutriente, acqua pulita ed energia. È per questo motivo che è necessaria una rieducazione alimentare volta principalmente alla riduzione dello spreco alimentare. Una “missione” che Acli Terra, l’Associazione professionale agricola delle Acli, porta avanti da sempre, come pilastro delle attività principali legate alla sostenibilità ambientale. “Oggi è la giornata mondiale contro lo spreco alimentare ed è proprio in questa occasione che vogliamo ribadire la necessità di considerare la questione del cibo come una sfida per il futuro” – è quanto dichiarato dal Presidente nazionale di Acli Terra, Antonino Ziglio. “Solo nel nostro Paese – ha aggiunto Ziglio – ogni anno il 15,4% degli alimenti consumati diventa spreco alimentare. Una quantità sproporzionata rispetto al numero di persone che non riescono ad accedere al cibo necessario al proprio nutrimento e alla sopravvivenza. Bisogna sensibilizzare quanto più possibile la popolazione con delle buone pratiche quotidiane che limitino questo dato allarmante”. Secondo quanto affermato dal Presidente, inoltre, valorizzando la materia prima in agricoltura la produzione alimentare sarebbe più efficace e si produrrebbero meno sprechi. Per fare ciò, però, è necessario che gli agricoltori ricevano incentivi e tutele da parte dello Stato. “Non è accettabile che gli agricoltori colpiti dalle gelate del 2018 e gli olivicoltori gravati dalla xylella in Puglia, non possano usufruire di norme e agevolazioni a loro sostegno. Per questo motivo, al fianco di Unapol e delle altre sigle del mondo agricolo, appoggiamo la manifestazione unitaria che si terrà il prossimo 14 febbraio a Roma, affinché le richieste degli agricoltori del Sud vengano ascoltate e per sensibilizzare l’approvazione di misure vere in [...]

MIPAAFT: Acli Terra incontra i sottosegretari Manzato e Pesce

Si sono tenuti martedì 22 ottobre, presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo, due importanti momenti di confronto tra la Presidenza nazionale di Acli Terra e i Sottosegretari di stato, Alessandra Pesce e Franco Manzato. Erano presenti, in rappresentanza dell’Associazione professionale agricola delle Acli, Antonino Ziglio, Presidente nazionale, Gianluca Mastrovito, Vice Presidente Vicario, e la dottoressa Cinzia Chieppa, della Segreteria organizzativa. Il Presidente Ziglio ha incontrato prima il Sottosegretario Pesce e poi il Sottosegretario Manzato e ha avuto la possibilità di presentare l’Associazione Acli Terra consegnando loro il Piano di Attività redatto dalla Presidenza per il prossimo biennio. Il documento, nello specifico, contiene gli obiettivi programmatici di Acli Terra dedicati, in particolare, ai temi dell'agricoltura sociale, dell’agricoltura biologica, e all’inserimento di giovani in agricoltura, sottolineando l’importanza delle nuove tecnologie del comparto agroalimentare. «Vogliamo impiegare le nostre competenze e le nostre energie al servizio dello sviluppo economico, sociale e tecnologico del settore agroalimentare – ha dichiarato Ziglio a termine dell’incontro. – Acli Terra, infatti, ha recentemente firmato un importante protocollo d’intesa con il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” grazie al quale si è instaurata una collaborazione finalizzata alla valorizzazione delle attività di ricerca scientifica, con particolare attenzione all’uso delle nuove tecnologie da usare anche nei settori dell’agricoltura e dell’agroalimentare». Un’altra questione delicata è stata affrontata durante il colloquio: quella delle problematiche legate al mercato del lavoro e, di conseguenza, alla riforma dei centri dell'impiego da attuarsi, secondo Acli Terra, in stretta sinergia con i centri di formazione professionale, come già avviene in alcune regioni virtuose d'Italia. Entrambi i Sottosegretari hanno espresso la loro disponibilità politica ad accogliere i contributi e le proposte di Acli Terra, nell’ottica di [...]

Ziglio: “Il caporalato si contrasta con un sistema istituzionale e sociale efficiente”

Si è tenuto ieri a Foggia, presso la sede della Prefettura, l’incontro promosso dal Vice Premier, il Ministro Di Maio, per istituire il tavolo permanente per il contrasto del caporalato. Al tavolo, organizzato dal Ministero del Lavoro, era presente il presidente nazionale di Acli Terra, Antonino Ziglio, insieme ai rappresentanti di CGIL, CISL, UIL, Cobas, alle Associazioni di categoria come Copagri, Confagricoltura e Coldiretti e del Terzo Settore, oltre agli esponenti di Libera, della Caritas e dell’INPS. Ha inoltre partecipato all’incontro una folta rappresentanza del Ministero degli Interni nonché delle Regioni italiane, in particolare Toscana, Basilicata, Veneto e Puglia, il cui Governatore, Emiliano, è intervenuto definendo l’incontro come un importante passo avanti. Un’occasione altrettanto fondamentale per il ruolo di sentinelle che le Acli hanno sul territorio e per l’attività di contrasto alla piaga del caporalato che Acli Terra porta avanti da sempre. Già nel maggio 2016, infatti, l’Associazione professionale agricola Aclista è stata tra i firmatari del protocollo sperimentale che ha portato all’entrata in vigore della Legge 199/2016. Il Ministro Di Maio ha, di fatto, riconosciuto l’importanza della legge 199, sottolineando e apprezzando il lavoro di repressione e controllo svolto delle Forze dell’Ordine e dei Ministeri, e ha presentato un piano coordinato tra le varie forze coinvolte (Ispettorati, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia), per la realizzazione di un nuovo piano triennale di contrasto e prevenzione del fenomeno. Un tavolo che si istituisce, quindi, non sulla base emozionale di un’emergenza, ma con un obiettivo strutturato e coordinato a lungo termine. Durante i lavori dell’incontro è intervenuto il presidente Ziglio che ha dichiarato che il caporalato si contrasta con un sistema istituzionale e sociale efficiente. “Per raggiungere e migliorare l’efficienza dei servizi – ha affermato Ziglio [...]

Un appello contro la piaga del Caporalato

Acli Terra, l’associazione professionale agricola delle Acli, esprime vicinanza alla comunità di Capitanata per l’ennesima tragedia che colpisce il settore agricolo violentato dalla piaga del caporalato che oltre a ledere e mortificare la dignità dei lavoratori, miete senza soluzione di continuità centinaia di vittime. Facciamo nostro l’appello della società civile nel gridare basta e ci uniamo agli amici delle Acli di Foggia nel sostenere una battaglia di civiltà, legalità e buon senso. I lavoratori stranieri contribuiscono in maniera determinante all’economia agricola del Paese e costituiscono una presenza importante nella produzione di generi agroalimentari di qualità. Il nostro “Made in Italy” non può essere oscurato dalla pratica della illegalità e dello sfruttamento che genera morte e alimenta la presenza malavitosa. Il comparto agricolo da tempo ha scelto con decisione la strada dell’attenzione alla sicurezza alimentare e ambientale, l’utilizzo del lavoro buono, la valorizzazione della sana cultura rurale che non fonda le sue radici sullo sfruttamento del capitale umano. Chiediamo alle autorità di assumere iniziative serie sulla condotta irregolare delle aziende a tutela dei lavoratori ed alla società civile di rendersi corresponsabili nella segnalazione di pratiche disumane che causano morte.

Ziglio: “La nuova Pac penalizza gli agricoltori e le piccole imprese”

“Siamo al fianco delle piccole imprese e dei produttori agricoli che non possono patire ulteriori tagli alle risorse a loro destinate dalla PAC”. È quanto dichiarato dal presidente nazionale di Acli Terra, Antonino Ziglio, durante i lavori del Comitato nazionale che si è tenuto il 18 luglio, a Roma. Un incontro proficuo, durante il quale si è discusso ampiamente dei tagli previsti dalla PAC 2021-2027 che per l’Italia significherebbero circa 4 miliardi in meno da destinare al comparto agricolo. Da quanto si apprende da fonti comunitarie, infatti, la proposta della Commissione europea per il nuovo periodo prevede forti riduzioni alla Pac, da 408,3 a 378,9 miliardi, tagli al settore agricolo per un ammontare totale di 2,7 miliardi di euro all’anno in meno, rispetto al periodo di programmazione precedente. “Una penalizzazione inaccettabile – ha commentato Ziglio – che va ad incidere pesantemente sulla qualità del Made in Italy e sull’importanza della dimensione rurale dell’agricoltura del nostro Paese”. Una considerazione condivisa all’unanimità da tutti i componenti del Comitato che, hanno espresso, forti preoccupazioni anche per l’economia globale, legata inevitabilmente alla produzione di cibo, elemento essenziale e radicale per la sopravvivenza. Durante la riunione di Comitato sono stati affrontati diversi temi di carattere politico, questioni che confluiscono nella visione strategica del futuro dell’Associazione professionale agricola delle Acli. Le linee guida di Acli Terra, infatti, riguarderanno l’agricoltura sociale, il rapporto tra giovani e lavoro e il loro ritorno in agricoltura, l’ambiente, l’agricoltura biologica e la valorizzazione delle aree interne e del Mezzogiorno.

Lo sviluppo del settore corilicolo in Italia promosso dal “Progetto Nocciola”

Un'iniziativa congiunta di Ferreo e Ismea  ha dato vita al "Progetto Nocciola", un ambizioso programma di sviluppo quali-quantitativo del comparto e che coinvolge l'intera filiera di produzione corilicola. Ad oggi, le Regioni che hanno aderito sono Toscana, Lazio, Piemonte e Basilicata. "Siamo entusiasti di questo progetto - ha dichiarato Emanuele Brescia, componente Lucano della presidenza nazionale di Acli Terra -. In Basilicata sono moltissimi gli agricoltori interessati alla coltura del nocciolo e noi speriamo che questo settore possa espandersi anche da un punto di vista imprenditoriale". Per approfondimenti, consulta questo articolo

Riso, pasta e grano, il decreto per l’etichettatura una buona notizia

“Per Acli Terra, il decreto sulla tracciabilità di pasta e riso è motivo di grande soddisfazione”. Lo ha dichiarato il presidente Giuseppe Cecere, nel corso della riunione di presidenza dell’Associazione professionale agricola delle Acli. Da ieri, 20 luglio, infatti, i Ministri Martina e Calenda hanno dato il via libera al decreto che per un periodo sperimentale di due anni introduce in Italia l'obbligo dell'indicazione d'origine in etichetta per il grano da pasta ed il riso Sulle confezioni sarà obbligatorio indicare il Paese di coltivazione del grano e quello di molitura e la provenienza del grano utilizzato. “Si tratta di una sfida che l'Italia è pronta a lanciare soprattutto per tutelare il made in Italy – ha aggiunto Cecere – con l’auspicio che l’Unione Europea completi il regolamento sull'etichettatura e superi le attuali reticenze. Per noi contano i produttori e i consumatori ed è fondamentale proteggerli con regole chiare e trasparenza, affinché le produzioni agroalimentari italiane possano mantenere il loro primato di qualità.”