Ci sono saperi che non si imparano sui libri. Passano di mano in mano, attraversano le generazioni e sopravvivono nel gesto paziente di chi sceglie di custodirli.

In Sardegna, terra in cui mare, vento e pietra raccontano una storia millenaria, il presidente nazionale di Acli Terra, Nicola Tavoletta, ha incontrato Assuntina e Giuseppina Pes, maestre di tessitura e custodi di una tradizione tanto affascinante quanto fragile: l’antica lavorazione del bisso marino.

Un incontro che diventa racconto di identità, memoria e trasmissione del sapere.

Le sorelle Pes hanno appreso quest’arte dalla maestra Efisia Murroni, a sua volta allieva di Italo Diana, figura fondamentale nella riscoperta e nella trasmissione in Sardegna della lavorazione del bisso. Una catena di conoscenze affidata non alle pagine, ma alle mani: maestro dopo maestro, generazione dopo generazione. Sul telaio, la precisione del gesto incontra la delicatezza della fibra marina. Il filo diventa trama e la trama diventa racconto di un’isola e del suo rapporto indissolubile con il Mediterraneo. Il bisso marino è legato alla Pinna nobilis, il grande mollusco bivalve simbolo dei fondali mediterranei. Una specie oggi particolarmente fragile e protetta, la cui storia richiama inevitabilmente anche la necessità di tutelare il mare e la sua biodiversità.

È proprio qui che un sapere antico assume un significato profondamente contemporaneo. Custodire una tradizione non significa soltanto preservare una tecnica: significa comprendere l’ambiente dal quale quella tradizione è nata, rispettarne gli equilibri e riconoscere che cultura e natura appartengono alla stessa storia. Nelle mani di Assuntina e Giuseppina Pes ogni filo diventa così una traccia di memoria e ogni intreccio un ponte tra ciò che siamo stati e ciò che vogliamo consegnare alle generazioni future.

«Le antiche arti e i mestieri rappresentano un patrimonio culturale che non possiamo permetterci di disperdere – sottolinea il presidente nazionale di Acli Terra, Nicola Tavoletta –. Raccontano il rapporto delle comunità con la terra e con il mare, custodiscono identità e conoscenze e possono ancora parlare alle nuove generazioni. Difenderli significa difendere la biodiversità culturale dei nostri territori insieme a quella naturale».

L’incontro con le sorelle Pes racconta così una Sardegna nella quale la tradizione non è nostalgia, ma materia viva. Una memoria capace di rinnovarsi attraverso chi continua a custodirla, raccontarla e tramandarla.

Perché esistono fili che non servono soltanto a tessere.

Servono a tenere unite le generazioni.

 

Mena Rota
Ufficio Stampa Acli Terra