Si è aperto nel segno del rinnovamento e dell’impegno civile l’VIII Congresso nazionale di *Acli Terra*, svoltosi a Bologna il 22 e 23 gennaio. Un appuntamento cruciale che ha visto l’intervento di *Emiliano Manfredonia*, Presidente nazionale delle Acli, il quale ha tracciato la rotta per il futuro dell’associazione, tra sfide ambientali, lotta al caporalato e una nuova etica dell’economia.

Il valore del cambiamento con Nicola Tavoletta

In apertura del suo discorso, Manfredonia ha rivolto un sentito ringraziamento a *Nicola Tavoletta* per la gestione degli ultimi quattro anni. “Nicola ha rappresentato una rottura positiva rispetto al passato”, ha dichiarato il Presidente delle Acli, lodando la capacità di innovare e ampliare la comunicazione dell’associazione. Un monito chiaro quello di Manfredonia: “Nelle Acli non si può più dire ‘si è sempre fatto così’. L’innovazione è la nostra forza”. Un momento di profonda commozione è stato dedicato alla commemorazione di *Giuseppe Fanin*, sindacalista e martire della terra, la cui memoria rimane bussola per l’impegno sociale aclista.

Contro la finanza speculativa: per un’economia del “grano”

Il cuore dell’intervento si è poi spostato sull’analisi della crisi economica attuale. Manfredonia ha denunciato una concentrazione della ricchezza sempre più estrema: “Mentre poche persone si arricchiscono attraverso la finanza speculativa, milioni di italiani scivolano nella povertà. La ricchezza deve tornare a essere prodotta con il ‘grano’, con il lavoro reale, non con le rendite finanziarie”.

Secondo Manfredonia, proprio dal mondo agricolo può giungere l’ispirazione per una corretta *redistribuzione dei beni* e per la creazione di un autentico bene comune. Acli Terra, in questo contesto, emerge come il volto delle Acli che parla ai lavoratori e ai territori, incontrando da vicino chi la terra la vive e la lavora ogni giorno.

La cultura dell’attesa contro la frenesia

In un passaggio suggestivo, Manfredonia ha elevato il lavoro agricolo a “lezione di vita” per la società contemporanea: “In un mondo frenetico, l’agricoltura ci insegna la *cultura dell’attesa e della pazienza*. Saper aspettare non è tempo perso, ma un modo per comprendere meglio le persone e curare le relazioni”. Una riflessione che trasforma un tema tecnico-settoriale in un valore antropologico per tutti.

Le sfide: Caporalato, Ambiente e Spreco alimentare

Il Presidente ha poi indicato tre obiettivi operativi per i prossimi anni:

*Lotta al Caporalato*: È stata avviata una ricerca nazionale per mappare il fenomeno, che non riguarda più solo il Sud ma tutta Italia. Manfredonia ha chiesto a tutti i delegati di contribuire con storie e testimonianze per offrire risposte concrete.

*Ecologia Integrale*: Prosegue il cammino comune con realtà come Azione Cattolica, Agesci e Libera per rimettere al centro il tema ambientale.

*Contrasto allo spreco*: Un appello deciso è stato lanciato sulla redistribuzione delle eccedenze alimentari per combattere la crescente “povertà alimentare”.

Un Congresso per “ripartire insieme”

“Un congresso non è un rito, ma l’opportunità per aprire conflitti sani che portino al miglioramento”, ha concluso Manfredonia, esortando i presidenti provinciali ad accogliere nuove sedi di Acli Terra e a costruire sinergie sempre più forti. L’obiettivo è chiaro: non essere un’associazione che “racconta le cose” dagli uffici, ma una realtà che tocca con mano le persone, trasformando la fatica della terra in una speranza condivisa.

Francesco Vitale