Solidità finanziaria, proiezione internazionale e una ferma difesa dell’identità alimentare italiana. Sono questi i pilastri su cui poggia il bilancio del quadriennio di Nicola Tavoletta, Presidente nazionale di Acli Terra, presentato durante l’VIII Congresso nazionale dell’associazione tenutosi a Bologna. Un intervento che ha tracciato il passaggio da una dimensione di “presidio locale” a quella di protagonista nei grandi organismi mondiali.
Una “stella polare” tra scienza e cooperazione internazionale
L’ambiente non è solo uno slogan per Acli Terra, ma un terreno di competenza scientifica. Tavoletta ha rivendicato con forza la scelta di non chiudersi nel proprio “territorio di comfort”: “Dobbiamo essere scientificamente competenti e integrati con organismi internazionali”, ha dichiarato, citando con orgoglio la partecipazione alla FAO, il dossier sulle piccole aziende familiari portato a Ginevra e l’ingresso nel Cluster BIG, il più grande incubatore per l’economia blu.
Particolare rilievo è stato dato alla collaborazione con la Ciesm (Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo): “Una commissione fatta da 23 paesi, molti dei quali in conflitto tra loro, che siedono insieme per interessi scientifici. Noi siamo stati protagonisti a Palermo come rappresentanti sociali dell’Italia”.
UN CAA CHE CRESCE
Uno dei passaggi più tecnici e sentiti ha riguardato la gestione del CAA (Centro Assistenza Agricola). Tavoletta non ha nascosto le difficoltà iniziali. Grazie a una nuova strategia, il CAA ha raggiunto la stabilità e una crescita costante, supportata dall’assunzione di quasi 180 persone in un momento di complessa riforma istituzionale.
La guerra al “cibo in provetta” e l’intelligenza artificiale
Il tema del futuro alimentare è stato affrontato con toni netti, specialmente riguardo ai cibi sintetici. Per Tavoletta, la battaglia contro la carne prodotta in laboratorio è una difesa della salute e dell’identità: “Persona significa nodo di relazioni sociali. Dobbiamo avere una posizione ferma contro i cibi sintetici. È una guerra che multinazionali stanno facendo alla nostra società, all’Italia e all’Europa per convincerci a sostituire i nostri prodotti con cibi ultra-processati”.
Il Presidente ha anche scherzato sul suo rapporto con l’innovazione tecnologica: “Io non conosco l’intelligenza artificiale, mia figlia mi ha aiutato a capire il nesso tra cibo e conflitti. Ma so una cosa: la nostra è una pedagogia agroalimentare che mette al centro la natura”.
Verso il futuro: rappresentanza e spiritualità
I numeri danno ragione alla linea Tavoletta: nel primo quadriennio il tesseramento diretto è cresciuto del 61%. L’associazione è ormai riconosciuta come rappresentativa in tutta Italia, avendo raggiunto i parametri minimi necessari.
In chiusura, un richiamo ai valori fondanti: “Se il contesto internazionale è rovinato da scatti di egoismo, è perché manca una politica motivata dalla spiritualità, come ci ha insegnato Giuseppe Fanin. Acli Terra deve essere uno strumento di pedagogia per la nostra comunità”.
Con lo sguardo rivolto al futuro, Acli Terra si prepara a presentare il dossier di rinnovo, forte di una rete di 22 soggetti alleati e di una ritrovata centralità nel dialogo con la Chiesa e le istituzioni.
Francesco Vitale







