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Ziglio: “La nuova Pac penalizza gli agricoltori e le piccole imprese”

“Siamo al fianco delle piccole imprese e dei produttori agricoli che non possono patire ulteriori tagli alle risorse a loro destinate dalla PAC”. È quanto dichiarato dal presidente nazionale di Acli Terra, Antonino Ziglio, durante i lavori del Comitato nazionale che si è tenuto il 18 luglio, a Roma. Un incontro proficuo, durante il quale si è discusso ampiamente dei tagli previsti dalla PAC 2021-2027 che per l’Italia significherebbero circa 4 miliardi in meno da destinare al comparto agricolo. Da quanto si apprende da fonti comunitarie, infatti, la proposta della Commissione europea per il nuovo periodo prevede forti riduzioni alla Pac, da 408,3 a 378,9 miliardi, tagli al settore agricolo per un ammontare totale di 2,7 miliardi di euro all’anno in meno, rispetto al periodo di programmazione precedente. “Una penalizzazione inaccettabile – ha commentato Ziglio – che va ad incidere pesantemente sulla qualità del Made in Italy e sull’importanza della dimensione rurale dell’agricoltura del nostro Paese”. Una considerazione condivisa all’unanimità da tutti i componenti del Comitato che, hanno espresso, forti preoccupazioni anche per l’economia globale, legata inevitabilmente alla produzione di cibo, elemento essenziale e radicale per la sopravvivenza. Durante la riunione di Comitato sono stati affrontati diversi temi di carattere politico, questioni che confluiscono nella visione strategica del futuro dell’Associazione professionale agricola delle Acli. Le linee guida di Acli Terra, infatti, riguarderanno l’agricoltura sociale, il rapporto tra giovani e lavoro e il loro ritorno in agricoltura, l’ambiente, l’agricoltura biologica e la valorizzazione delle aree interne e del Mezzogiorno.

Fiera IlBontà – Zannini: la nuova PAC tra tradizione ed innovazione

Cremona, 07/11 - Intervenendo durante i lavori del seminario “Riforma PAC 2014-2020: le opportunità della nuova politica agricola”, il Presidente nazionale di Acli Terra, Michele Zannini, ha detto, tra l'altro, che il processo di riforma più recente della PAC, come si è completato nel dicembre 2013, indica un percorso, a valere dal 2014 al 2020, nel quale emerge una chiara strategia di sostegno alla competitività del settore agricolo e forestale. Per Zannini, infatti, sono evidenti i legami più forti che, anche in coerenza con la strategia "Europa 2020", devono essere favoriti tra l'attività primaria e l'ambiente. La prospettiva della riforma non è solo quella di un rilancio e di una riqualificazione delle opportunità produttive ma anche quella del miglioramento della qualità della vita nelle aree rurali. Serve sostegno all'innovazione e al lavoro nelle forme molteplici e nuove della cooperazione e della diversificazione dell'economia nelle comunità rurali, con particolare attenzione alle possibilità dell'agricoltura sociale. Per Acli Terra sarà fondamentale cogliere tutte le opportunità che connettono l'agricoltura all'economia, all'ambiente, alla cultura, alla ricerca ed al lavoro.